About me
Matteo Seraceni nasce in quel di Cesena il 16 marzo 1980.
Dopo un’infanzia felice e bucolica trascorsa in quel di Longiano, si iscrive al Liceo scientifico A. Righi di Cesena.
Quivi dimostra da subito le sue poliutrope capacità lasciando ad imperitura memoria traduzioni in latino di canzoni di Bob Dylan e dissertazioni in endecasillabi sulle proprietà della piadina romagnola.
In questo lasso di tempo, lascia gli studi di pianoforte per dedicarsi alla più redditizia (dal punto di vista donnifero) chitarra elettrica e, dotatosi di capelli lunghi e maglietta dei Guns’n'Roses, si propone senza successo come alternativa grunge ai più blasonati gruppi Hard Rock.
Riesce quindi a ravvedersi in tempo e, tagliatosi i capelli, si diploma con 100 e lode e bacio accademico da parte del cane mascotte della scuola.
Si iscrive quindi alla facoltà di ingegneria Edile di Bologna (diventata poi Edile/Architettura per i capricci di fantomatici ministeri dell’educazione) con un solo scopo: riuscire a laurearsi per surclassare Renzo Piano e, una volta umiliatolo, fargli le pernacchie senza essere visto.
Mentre frequenta la facoltà, scopre di avere una insana passione per la pizza al forno, ma soprattutto per la fattrice di tali prelibatezze e quindi decide di prenderla come fidanzata, accasandosi in quel di Longiano e, per non farsi mancare niente, prendendosi pure un gatto.
Ovviamente il gatto, chiamato Orazio Seraceni, diverrà l’elemento più importante della famiglia, tanto che i genitori dello stesso Matteo ad oggi passano più tempo col gatto (definito “nipotino”) che col proprio figlio.
Nonostante le incombenze derivanti dall’avere una famiglia a carico, Matteo riesce a laurearsi con 110 e lode grazie ad una tesi in scienza delle costruzioni intitolata “Storia e Teoria nelle Applicazioni ai Gusci Strutturali”, grazie alla quale balza agli onori della cronaca come tesi con più formule indecifrabili dell’anno; questa volta fortunatamente il bacio accademico viene evitato (senza nulla togliere al relatore, il mitico prof. Erasmo Viola).
Dopo neanche due giorni dalla sofferta tesi, comincia a lavorare per lo Studio Massari di San Mauro Pascoli, grazie ad un colloquio serrato col principale durato addirittura 1 minuto e 30 secondi.
In seno allo studio si occupa di progettazione strutturale, termotecnica, acustica, sicurezza sul lavoro e di come generare più schiuma dal capuccino della macchinetta del caffè.
Per un breve periodo lavora anche per lo studio Gasperoni di Savignano S/R in cui si occupa di progettazione architettonica e strutturale.
Dal marzo dell’anno 2008 collabora con HERA Luce come progettista esterno ed esperto di Photoshop.
Il giorno sabato 30 maggio 2009 il nostro è convolato a nozze con l’ex signorina Righi Swaczy Melika Alexandra, ora giustamente sig.ra Righi Swaczy Melika Alexandra in Seraceni: sono ben accetti consigli su come installare correttamente l’eventuale targhetta col nome sotto il campanello.
57 commenti »
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Ho fatto un brevissimo giro sul blog e, a parte che ti sei portato dietro le formule della tesi di laurea, tante te ne avanzavano, questa presentazione è proprio spiritosa.
Devo proprio leggerla la formula della teoria della relatività o posso risparmiarmela?
Ciao ancora
Pietro
Comment by Pietro Pagliardini— 18 marzo 2009 #
Grazie per i complimenti e per la visita.
Guarda, la relatività è strana, prima si odia e poi si ama (per parafrasare Mia Martini): a me piace molto la fisica e, pur non c’entrandoci nulla, dovevo assolutamente mettere una pagina di fisica in questo sito perchè fa cmq parte di me; mi rendo conto che la materia può essere ostica ed è per questo che le mie intenzioni erano quelle di fare una divulgazione “spicciola” e semplice delle idee di base (ma sono ancora molto indietro in questo…).
Certo che puoi risparmiartela! In fondo la relatività dice proprio questo: il mondo non ha osservatori ed attori privilegiati.
A presto.
Matteo
Comment by Matteo— 19 marzo 2009 #
Ciao Matteo, come ti ho già detto il tuo blog mi piace molto e vorrei chiederti il permesso di linkarlo nel mio in quello che per il momento sarà un semplice “blogroll”; tuttavia, siccome il mio intento iniziale era quello di creare soprattutto una rete (di qui, tra l’altro, l’analogia con il ragno) di bloggers – e non solo – che scrivessero di architettura con un intento critico preciso, chissà però che un giorno non possa diventare anche qualcosa di più interessante.
Allora, posso?
R
Comment by rossellaferorelli— 31 marzo 2009 #
Ma certo!
Allora metto anch’io un link al tuo blog.
A Presto.
Matteo
Comment by Matteo— 1 aprile 2009 #
Ciao Matteo!
Ti ringrazio per aver inserito nel tuo blogroll il link a NovArchitectura.
Trovo questo tuo spazio molto interessante, e ti faccio i complimenti perché riesci ad ottenere un equilibrio felice tra tecnica ed arte, tra componente spirituale e sana praticità.
Devo infatti leggere a proposito, con attenzione, il tuo stimolante articolo sui LED.
Grazie. A presto!
Comment by nov-ES— 28 maggio 2009 #
Se hai qualche domanda in proposito sono sempre qua.
Comment by Matteo— 8 giugno 2009 #
Perchè “in Seraceni” e non tu “in Righi Swaczy” ?
Comment by Melika— 16 giugno 2009 #
Ok. Allora tu diventi Melika Alexadra Righi Swaczy in Seraceni ed io Matteo Seraceni in Righi Swaczy.
Come complicarsi la vita…
8)
Comment by Matteo— 16 giugno 2009 #
non iniziate a litigare proprio ora hehehe, auguroni ad entrambi (anche se in ritardo) da cristian e Lorena
Comment by cristian— 16 giugno 2009 #
E’ normale una volta sposati, no?
Grazie mille!
Comment by Matteo— 17 giugno 2009 #
ciao Matteo, vorrei inviarti una brochure illustrativa di un nuovo lampione a led che ha realizzato una ditta per la quale, con la mia associazione, dobbiamo organizzare un convegno a Roma, sul tema dell’illuminazione pubblica a led e quindi la presentazione del prodotto.
Vorrei chiederti di darmi una valutazione tecnica di questo prodotto e sapere se ci sono comuni in Italia e in Europa che hanno sostituito l’illuminazione pubblica tradizionale con lampade a led.
Grazie
Elisabetta
Comment by elisabetta— 20 settembre 2009 #
Ciao Elisabetta.
Guarda, se me la invii, la leggo molto volentieri appena ho un attimo di tempo: sappi però che la mia valutazione tecnica è solo quella di un “normale” ingegnere illuminotecnico (nel senso che nessuno griderà “wow” se poi dici che l’hai fatta vedere a Matteo Seraceni).
In Italia le applicazioni note sono quelle di Torraca, poi ci sono le sperimentazioni a Lodi, Alessandria e Piacenza dei soliti noti, poi c’è un piano per Apecchio nelle Marche di un’altra ditta produttrice di LED.
Fuori dall’Italia -udite udite- a quasi nessuno importa dell’illuminazione stradale a LED e quando questa tecnologia viene adottata non viene certo presa in considerazione per il risparmio energetico (visto che tanto non c’è…): molti tecnici stranieri rimangono sbigottiti dal fatto che in Italia si sia creato tutto questo fermento per l’illuminazione stradale a LED. L’unico paese in cui si sia fatto un uso intensivo dei LED è il Dubai, ma qui viene utilizzata solo luce warm white (e l’effetto è molto bello).
Per il resto ci sono applicazioni sporadiche, soprattutto concentrate nel campo dell’illuminazione d’accento e dei parchi e piste ciclabili.
La cosa che mi fa ridere è che spesso poi viene citata New York: ma voi ci siete mai stati?!? A parte le leggi differenti (che impongo livelli di luminosità MOLTO più bassi rispetto ai nostri) New York ha un impianto da ridere: è ovvio che sostituendo le “luci di natale” con qualsiasi impianto serio si migliori comunque la situazione.
Ciao
Comment by Matteo— 21 settembre 2009 #
Adesso che ho letto il tuo CV capisco altre cose,della preparazione elettronica e quindi risposte in quest’ambito, della età che non credevo, ti pensavo …piu’ grande,ma lo sei dentro che è meglio, purtroppo ne ho 17 piu’ di te,rinnovo i complimenti ogni tanto trovare qualcuno sulla terra fa piacere! Ciao
Comment by Vincenzo— 22 novembre 2009 #
Ciao, ti segnalo che grazie alla segnalazione di un tuo lettore abbiamo deciso di includere il tuo blog nella rassegna quotidiana di Archiblog (http://archiblog.info/). Contattami pure pure per qualsiasi cosa. A presto.
Comment by Alessandro Ranellucci— 11 marzo 2010 #
Grazie mille!
Ringrazio anche il mio lettore se legge questo messaggio…
Allora adesso mi dovrò impegnare per sfornare più articoli di architettura
A presto
Comment by Matteo— 11 marzo 2010 #
Prego!
Mi ha fatto piacere, continua così!
Comment by Mark— 11 marzo 2010 #
Ciao, sono uno studente di ingeneria meccanica e cercando su internet ho trovato i tuoi post. Devo svolgere la tesi di laurea sull’illuminazione led o meglio quello che mi è stato richiesto è di capire se effettivamente questa tecnoogia è cosi vantaggiosa come si dice in giro. Te lo chiedo supplicandoti
potresti darmi una mano o cmq inviarmi del materiale a riguardo?
Saresti impagabile
Aspetto tue notizie
Comment by Alberto— 10 aprile 2010 #
Beh…intanto puoi scaricare i pdf che ho appositamente creato. Negli articoli che ho scritto già c’è abbastanza materiale per incominciare.
Poi puoi fare dei calcoli illuminotecnici paragonando le diverse tecnologie.
Se hai tempo, tra poco pubblicherò uno studio sulla valutazione delle varie tecnologie che credo potrà essere utile.
Una mano te la do volentieri, ma credo che per questo dovresti prima consultarti col professore, no?
Ciao
Comment by Matteo— 11 aprile 2010 #
Ciao, beh certo gia mi sono consultato con il prof. a riguardo, ma da questo punto di visto mi ha lasciato ampio spazio sulla ricerca iniziale. Lui più che altro mi chiede personalmente di riuscire a valutare la convenienza o meno dei led in ambito di illuminazione stradale e per grandi opere, o meglio capire se allo stato attuale il mercato dei led è pronto al decollo e quali problematiche presenta cosa che invece i produttori nascondono (parlo di problematiche tecniche non solo del costo iniziale che dal loro punto di vista sembra l’unico dei problemi).
Il problema è che, come tu sai gia meglio di me, su internet si trova tanto materiale ma a volte inutile, mi spiego meglio.
Ho gia contatto miriadi di produttori led, ma è ovvio che parlando con loro tutto è bello, tutto è perfetto, i led sembrano la soluzione a tutto. Quello che mi chiedo io è…se fossero cosi convenienti, ma perche ancora stentano a decollare? Qualcosa sotto deve pur esserci. Ecco questo è proprio il quesito a cui devo rispondere.
Ho gia letto attentamente i tuoi post e mi saranno di molto aiuto anche se devo dirti mi piace piu la prima versione della 1a parte rispetto alla 2a..da un punto di vista tecnico mi sembra piu critica, ma ovviamente è solo una mia valutazione magari anche sbagliata. Spero di aver l’occasione di poter leggere presto anche il nuovo articolo che stai preparando lo attendero con ansia:)
P.S. per rimanere in contatto non possiamo scambiarci l’indirizzo email?
Ciao
Comment by Alberto— 12 aprile 2010 #
Certo
Comment by Matteo— 12 aprile 2010 #
Ciao Matteo ti ho inviato un po di mail ma non ho avuto piu tue notizie, non vorrei che non ti fossero proprio arrivate.
Fammi sapere
Ciao
Comment by Alberto— 19 aprile 2010 #
Ciao Matteo,
hai letto la mia nuova email sulle tecnologie?
Comment by Alberto— 26 aprile 2010 #
ciao Matteo,
se ti interessa basta solo contattarmi.
stavo navigando sul web quando ad un certo punto mi sono ritrovato sul tuo blog. Blog che da quanto ho potuto vedere è molto interessante e completo.
Volevo chiederti se ti interessa una news riguardante il mondo di architetti, progettisti e ingegneri..
Hai la mia e-mail
ciao e buon lavoro
Comment by Giuseppe— 8 giugno 2010 #
Non ho capito bene a cosa ti riferisci quando parli di “news”: newsletter? Articoli da inviarmi? Articoli che io invio a te?
Comment by Matteo— 8 giugno 2010 #
ciao Matteo
avrei una notizia da inviarti.. sempre se ti interessa..
non è una mia prerogativa che sia pubblicata sul tuo blog.. solo credo possa interessarti.. ma ti ripeto se non ti interessa non è un problema.. se ti va mandami un indirizzo al quale posso mandarti l’articolo e poi valuti..
ciao, ciao, buon lavoro
Comment by Giuseppe— 9 giugno 2010 #
Ok, ora ho capito. Di che cosa tratta?
Potresti dirmi a grandi linee l’argomento? Così se mi interessa ti contatto.
Ciao.
Comment by Matteo— 9 giugno 2010 #
si tratta di un portale che offre un servizio, come ti dicevo, per architetti, progettisti, ingegneri, ecc. Riguarda la faticosa e poco amata creazione di modellini e plastici.
se ti interessa mandami la tua e-mail e ti mando tutto altrimenti è lo stesso non c’è problema..
ciao, ciao..
Comment by Giuseppe— 9 giugno 2010 #
Di che portale si tratta?
Comment by Matteo— 9 giugno 2010 #
se mi fai avere una tua e-mail ti mando tutto.. il sito e l’articolo..
Comment by Giuseppe— 9 giugno 2010 #
Ok.
Adesso sto scrivendo un articolo sull’Abruzzo. Poi ne avevo un altro su Mies.
Ci penso e ti faccio sapere.
Ciao
Comment by Matteo— 10 giugno 2010 #
Matteo, avrei bisogno di contattarti la mia email è: pociotti@simail.it
Grazie
Ettore
Comment by Ettore Guido Basiglio Ribaudo— 6 agosto 2010 #
Per favore puoi contattarmi a: dko@asianet.it
per un consiglio !
Grazie Stefano
Bologna-Italy
Comment by stefano— 13 agosto 2010 #
Ciao Matteo,
mi chiamo Alessandro e ho dato un’occhiata al tuo blog.
Sono un Ingegnere Edile e sto per far partire un podcast sulla composizione architettonica, posso citarti e farti pubblicità? facciamo scambio? contattami per mail grazie acethebrave@hotmail.it
il blog del podcast é http://www.faqyoulecorbusier.wordpress.com
Grazie
Ciao!
Comment by Ace The Brave— 13 settembre 2010 #
Volentieri.
Ti comunico però che non ho nè un mac nè un i-pod…va bene lo stesso?
Comment by Matteo— 14 settembre 2010 #
certo! non ce l’ho neanche io il mac o l’ipod
li registro e li carico
Comment by Ace The Brave— 15 settembre 2010 #
Gentilissimi,
da oltre 18 anni operiamo sul territorio nazionale, fornendo attività di supporto alle aziende nell’individuazione di prodotti e tecnologie innovativi, volti all’ottimizzazione e allo snellimento dei processi produttivi e di gestione aziendale.
Da qualche anno abbiamo allargato il nostro core business al settore del risparmio energetico.
Oltre ad essere distributori di pannelli fotovoltaici, siamo, infatti, impegnati nella produzione e commercializzazione di lampade ad induzione magnetica, con il marchio Click Illuminazione.
Consapevoli che le richieste di risparmio energetico da parte di dirigenti pubblici ed imprenditori privati investono anche la fase di progettazione in cui operate, siamo a porre alla Vostra attenzione il suddetto prodotto, che da qualche anno ha rivoluzionato il settore dell’illuminazione di grandi superfici outdoor (illuminazione industriale, commerciale e stradale).
Le principali caratteristiche delle lampade ad induzione sono:
• Lunga vita: fino a 100.000 ore (circa 20 anni)
• Riproduzione fedele dei colori
• Garanzia 10 anni
• Risparmio minimo sui consumi del 30% rispetto ad altre tecnologie
• Capacità di accensione istantanea
Nell’auspicio che tale prodotto possa incontrare il Vs interesse, restiamo a Vostra completa disposizione per informazioni e dettagli aggiuntivi e cogliamo l’occasione per porgerVi cordiali saluti.
Comment by MASSIMO— 17 febbraio 2011 #
Ciao Matteo,importo lampade a led per illuminazione d’arredo, e stradale,tu conosci un laboratorio per prove per avere ii marchio oltre CE e RoHs il marchio enec? grazie.
P.S. Sei molto professionale, complimenti..
Comment by thomas— 13 marzo 2011 #
Grazie.
In realtà tutti i laboratori accreditati dovrebbero poter fornire il marchio ENEC…comunque, alcuni laboratori sono Oxytech, IMQ, Intertek, solo per citare i più famosi (e non me ne vogliano tutti gli altri se me li sono scordati).
A presto.
Matteo
Comment by Matteo— 14 marzo 2011 #
Caro Matteo,
ti lascio di seguito un info molto interessante, di cui troverai notizie ancora più dettagliate al link del sito web LAVASCAPE. Se vuoi anche delle foto scrivimi che te le invio.
Grazie mille e complimenti per il tuo blog.
Viviana
Accademia Abadir e Landform presentano
Lavascape workshop
natura e artificio nel paesaggio lavico
Dal 25 aprile al 01 maggio 2011
Presso la sede di Abadir Via G. Leopardi 8, S. A. Li Battiati- Catania
Nella sede dell’Accademia Abadir (Catania) da Lunedì 25 Aprile a Domenica 1 Maggio si svolgerà lavascape, workshop di indagine territoriale che utilizza la fotografia e il disegno. L’Accademia Abadir si fa promotrice di un nuovo e interessante progetto di natura esplorativa: lavascape.
lavascape è un workshop organizzato da Landform (www.landform.it) e Abadir (Catania) con il patrocinio del CISDA, facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Il workshop propone un viaggio esplorativo attraverso il territorio dell’Etna, nella sua dimensione naturale, urbana e della costa. Un viaggio che cerca di indagare criticamente il paesaggio lavico, partendo dal cono del vulcano per poi scendere verso la pianura e la costa catanese lungo i fianchi dell’Etna, attraverso la fotografia, il disegno e le ibridazioni tra i due linguaggi.
Il workshop è rivolto ad architetti, fotografi, artisti e tutti coloro che sono interessati al paesaggio e la sua rappresentazione. lavascape porta avanti una ricerca sulla rappresentazione dei processi complessi capaci di modificare il paesaggio, percorso gi à iniziato ed esplorato durante le due edizioni del workshop di indagine territoriale nella Valle del Belice Topografia del Trauma
Parteciperanno ai lavori:
Cecilia Alemagna, architetto (Catania), Laura Cantarella, fotografo (Torino), Lucia Giuliano, architetto (Catania), Teresa La Rocca, architetto (Palermo), Marco Navarra architetto (Siracusa), Alfredo Ronchetta, architetto (Politecnico di Torno), Giuseppe Pagnano architetto – (Facoltà di Architettura di Siracusa), Isidoro Pennisi, architetto (Facoltà di Architettura di Reggio Calabria), Alessandro Villari (Facoltà di Architettura di Reggio Calabria)
Comment by Accademia Abadir— 24 aprile 2011 #
Complimenti giusto approccio alla vita ed al lavoro. Lei appartiene ad una razza quasi estinta ma questo sarà foriero di successi sempre maggiori.
Francesco Leoncini Ingegenre in Roma 66 anni 42 di professione.
cordaialità
Comment by francesco— 21 ottobre 2011 #
La ringrazio di cuore. Speriamo.
Per la razza in via di estinzione … sarà che a me i dinosauri sono sempre stati simpatici …
A presto
Matteo
Comment by Matteo— 21 ottobre 2011 #
ciao Matteo, studio ing.edile/architettura a Bologna e sono finita qui con la chiave di ricerca “Erasmo Viola tesi di laurea”
Ti ringrazio moltissimo per qualunque tipo di suggerimento potrai darmi!
Volevo chiederti se possibile come ti sei trovato con Viola e in quanto tempo hai svolto la tua tesi? Io vorrei farla con lui ma ho paura che sia una tesi troppo complicata e che mi faccia sforare coi tempi. Considerando infatti che vorrei laurearmi ad ottobre, che mi manca ancora un esame (ARCA3, ma sono a buon punto), e che da maggio a luglio sono fuori dall’Italia, non so se ce la farò entro questi termini! Puoi darmi un “feedback” su Viola in proposito?
Comment by Kyoko— 23 dicembre 2011 #
Ciao.
). Per finire, il voto di laurea in Italia è praticamente snobbato (a meno che non si vogliano fare concorsi pubblici, ma si sa: in quelli vincono sempre i soliti…e non vado oltre).
Volevo partire con una risposta telegrafica, ma non ho resistito alla possibilità di fare un pippone verboso e prolisso…
Dunque: purtroppo la tesi di laurea difficilmente verrà apprezzata (soprattutto in Italia) quando dovrai cercarti un lavoro (a meno che non si tratti di una tesi sperimentale fatta all’interno di un’azienda che probabilmente rimarrà interessata al tuo profilo). Inoltre quasi nessun ingegnere edile/architetto che conosco è poi finito a fare il “lavoro” su cui aveva basato la tesi (guarda me
Per questo vorrei dare un consiglio a tutti coloro che si accingono a fare la tesi: scegliete qualcosa che vi piace innanzitutto (perché se vi piace vi riuscirà più facile finirla), con un professore che stimate (è una idea pessima quella di dare la tesi con un professore che non ritenete idoneo, visto e considerato che difficilmente acceterete di buon grado i suoi consigli) e che non vi porti via troppo tempo.
Ho visto gente metterci circa due anni per dare una tesi in restauro…ora: niente da dire riguardo alla materia, ma ingegneria edile non è architettura e francamente visti i tempi che corrono perdere due anni di possibile ricerca di un lavoro mi sembra assurdo.
Quindi la prima domanda che dovresti porti (al di là del tempo necessario) dovrebbe essere: “mi piace scienza delle costruzioni” oppure “sono portata per questa materia”? Lo so che sembra facile dirlo, ma non esistono materie “complicate” (e quindi tesi complicate); può sembrare assurdo, ma proprio per il suo carattere “scientifico” questa materia è assolutamente “banale”, cioè, capiti i teoremi principali su cui è basata, tutte le dimostrazioni sono una necessaria conseguenza dei calcoli.
Se sei una persona che non ha avuto grossi problemi a seguire tutta la serie di corsi più “tecnici” (diciamo analisi, fisica, meccanica razionale, scienza, tecnica) allora non dovresti avere grossi problemi con una tesi di Scienza delle Costruzioni. In fondo si tratta di partire da alcune ipotesi di base e da lì e tutta una conseguenza lineare di dimostrazioni e modellazioni.
Proprio per questo una tesi in Scienza può essere molto breve (dipende unicamente dalla facilità con cui si seguono i calcoli e le dimostrazioni) oppure tremendamente lunga (se non si ha la minima idea di cosa tratti la materia e allora occorre ripassarsi tutti i fondamentali).
Comment by Matteo— 27 dicembre 2011 #
Ok.
Finito il pippone, ti parlo della mia esperienza.
Io stimo moltissimo Viola e credo sia un ottimo professore; purtroppo ha alcune pecche: la prima è quella che mastica chewing-gum in continuazione, la seconda è quella che pretende continuamente una presenza mentale ed una buona preparazione da parte degli studenti (mentre purtroppo alcuni studenti avrebbero bisogno di una spiegazione “passo-passo”, di quelle “for dummies”, soprattutto a ricevimento).
Come avrai visto dal mio blog, sono appassionato di architettura ed effettivamente il professore di ARCA3 mi aveva proposto di dare la tesi con lui. Però – oltre alle considerazioni fatte sopra – è facile accorgersi come questo genere di tesi potrebbe portare a un lavoro immane e magari non sempre dare i frutti sperati (nel mio caso, soprattutto, avevo avuto già brutte esperienze negli esami di composizione, visto che in genere, le valutazioni dei miei progetti erano molto divergenti: alcuni professori proponevano 30, altri invece un 18 scarso; e questo mi faceva abbastanza paura).
Figurati, avevo addirittura pensato di dare la tesi con Storia dell’Architettura….poi è stata mia moglie (a quel tempo anche lei studente di ingegneria edile/architettura) a farmi aprire gli occhi (come sempre) dicendomi, più o meno: “ma scusa, hai preso 30 e lode all’esame di Scienza delle Costruzioni e non vuoi chiedere a Viola?!?”
Ed in effetti, parlando col professore, ho capito che quella era la mia strada per la tesi: l’argomento era interessante (strutture a guscio) e poi c’erano degli assistenti bravissimi (fra tutti, il mitico Francesco Tornabene).
Devo ammettere che non è stato comunque semplice, perché in pratica ho dovuto seguire (in esterno – perché dedicato agli studenti di ingegneria civile) per intero l’esame di Scienza delle Costruzioni 2 (ok, ora penserai che sono malato, ma in effetti è stato molto interessante e ho imparato cose che voi umani non potete sapere, come il bimomento!).
Io fortunatamente avevo già dato tutti gli esami; ho iniziato la scrittura della tesi verso la fine dell’estate e per marzo ero laureato. Ho imparato molto di scienza e tecnica delle costruzioni, ho imparato ad utilizzare SAP e STRAUS7 e soprattutto ho potuto personalizzare la mia tesi e modellarla sulle mie priorità (e per questo tutto il primo capitolo parlava di storia dell’architettura e dell’evoluzione delle strutture resistenti “per forma”).
Non posso fare altro che consigliartela.
Però considera tutto quello che ti ho detto e soprattutto valuta bene le priorità (ARCA3 è pronto oppure è da finire e quindi andrebbe “tirato via”? Oppure: il periodo fuori dall’Italia è obbligatorio oppure flessibile? In quel periodo puoi lavorare alla tesi?).
Infine ricordati che Scienza delle Costruzioni non può essere una materia “di ripiego” (proprio per la specificità della materia), perchè potrebbe ritorcerti contro.
A questo punto, non posso far altro che augurarti in bocca al lupo!
A presto
Matteo
Comment by Matteo— 27 dicembre 2011 #
Matteo ti ringrazio infinitamente per le preziosissime informazioni che mi hai dato, ora ho sicuramente le idee più chiare. Come avrai capito non è mia intenzione impiegare nella tesi troppo tempo (so anch’io di gente che ha perso due anni dietro restauro, da pazzi!) e purtroppo devo ammettere che mi sto orientando più su quello che mi farebbe perdere meno tempo possibile che sui miei reali interessi. Il mio problema è che sono esausta di questo corso di laurea, e pur avendo un’onorevole media superiore al 27 non c’è niente che mi abbia dato una reale soddisfazione e interesse, in pratica non c’è niente che mi piaccia davvero e cerco di scegliere il “male minore”. L’entusiasmo dei primi anni è andato via via scemando scontrandosi con la realtà “tutto fumo e niente arrosto” delle materie che si sono rivelate essenzialmente non un vero approfondimento e crescita personale ma solo una lotta ad accontentare il professore di turno, specialmente per quanto riguarda gli esami di progettazione.
Ti ringrazio molto per avermi un po’ aperto gli occhi, perché ti confesso che sono completamente al buio in campo tesi! Grazie mille e… crepi il lupo!
Il motivo per cui ho pensato (anche) a Viola è che ho saputo di una ragazza che ha dato la tesi con lui in 6 mesi, e sorpresa di questa tempistica record ho pensato di informarmi meglio in proposito. Così nel frattempo ho mandato una mail al professor Viola ma anche ad altri professori, escludendo categoricamente le tesi di progettazione da cui so non uscirei prima di un anno (a conferma di questo ho le esperienze di molti miei compagni di corso, che oltre a metterci tanto tempo si sono esauriti). Così ho contattato i docenti di chimica del restauro, chimica dei materiali , cantiere, storia dell’architettura (ma la docente mi ha già anticipato che una tesi in storia comporta almeno un anno di lavoro, quindi l’ho già esclusa) e tecnica urbanistica (conoscerai Corlaita, anche con lui mi hanno parlato di tempi record). In pratica sto valutando il “miglior offerente”.
Pensando alle tue considerazioni, devo dire che non ho avuto grosse difficoltà (anzi direi nessuna) con analisi, fisica, e meccanica razionale. Le difficoltà sono inziate proprio con Viola che mi ha bocciato per 7 volte allo scritto per gli idioti cavilli che aveva imposto (cioè fare perfettamente la prima domanda di esercizi e la prima di teoria). All’ottava volta ho preso 26 allo scritto (niente male per una che per 7 volte era stata bocciata, secondo lui cioè le 7 volte precedenti non avevo capito assolutamente niente della materia e all’ottava ho avuto il lampo di genio?figurati che ad uno dei vari tentativi falliti mi aveva detto che lo scritto sarebbe stato da 30, se non fosse stato per quel banalissimo errore di copiatura dei risultati della prima domanda, COPIATURA!) e 30 all’orale, e da vero furbo per non darmi 30 come voto finale ha fatto la media aritmetica dandomi un 28 come voto finale (mentre ad altri compagni di corso che erano con me quel giorno ha alzato di un tot di punti – anche 4,5 – una tantum senza fare la media). Insomma s’è capito che non lo stimo moltissimo, tutt’altro, perché mi ha fatto penare senza motivo. Poi non parliamo di tecnica che merita un capitolo a parte…Ma mi sono detta che pur di finire in fretta sarei stata ben disposta anche a fare un patto col diavolo. In effetti però forse hai ragione tu, se già parto con il piede sbagliato, ovvero con la consapevolezza di non avere stima di questo professore, sarà difficile portare a termine una tesi seguendo i suoi consigli e le sue raccomandazioni. Peccato perché credo che se avessi fatto questa materia con un altro docente mi sarebbe piaciuta moltissimo, visto che prima di lui mi sono molto interessata ad analisi, fisica, meccanica razionale e geometria.
Bhe Matteo, forse è ora che chiudo questo papiro, non avevo intenzione di scrivere così tanto abbi pazienza!
Comment by kyokotonashi— 27 dicembre 2011 #
In realtà ci siamo anche noi un po’ tutti chiesti il perché dell’assurdo metodo dello scritto di Viola (beh…per non parlare poi dell’orale che ho fatto io, in cui dovevo rispondere a 10 domande secondo l’ordine cui mi erano state poste: non era possibile ad esempio rispondere alla 1, poi alla 3, poi alla 2).
E una risposta concreta non c’è, se non quella che l’esame di Scienza porta alla luce due grandi verità: la prima è che la vita è ingiusta, la seconda è quella che molte cose che ti accadono non hanno senso.
Capisco anche la tua frustrazione: anch’io vedevo gli amici di civile o meccanica o gestionale finire l’Università tranquillamente in 5/6 anni, mentre io ho praticamente perso un anno solo per la scellerata idea di passare dal “vecchio ordinamento” al “nuovo ordinamento” (e spero tanto che i ministri e professoroni che hanno fatto questa pensata siano stati colpiti da molti mali incurabili visti gli strali che gli ho lanciato in quegli anni) e altrettanto tempo nei fantastici “laboratori” con firma obbligatoria.
Quindi ora fai un bel respiro.
Libera la mente.
Fai uscire la rabbia repressa.
Non pensare a niente.
Espira.
Ripeti il tutto quattro o cinque volte.
E a questo punto prova a riflettere se Scienza delle Costruzioni, al di là dell’esame andato male, poteva essere una materia interessante per te.
Se la risposta è si, ti consiglio di tornare da Viola e parlargli apertamente di tutta la tua frustrazione e del fatto che la tesi ti potrebbe piacere, ma che non sai se effetivamente credere in lui come professore. Vanno bene le stesse cose che hai detto qui.
Non avere paura: bisogna sempre avere rispetto delle persone, ma mai riverenza. Il prof. Viola, almeno da quello che ho potuto vedere di persona, non è il tipo da prendersela, anzi, credo potrebbe fare bene ad entrambi.
Poi, se non va, non va.
Non ti preoccupare per il papiro: ogni tanto fa bene sfogarsi
Comment by Matteo— 28 dicembre 2011 #
Ciao, mi permetto di intromettermi avendo dato la tesi in tempi assolutamente record. Ho impiegato un mese e mezzo (anche se l’avevo chiesta diverso tempo prima) con Monti. Le tesi di urbanistica non sono eccessivamente lunghe, e sia Monti che Corlaita sono disponibili e cortesi verso gli studenti, per non parlare di Virgilio che è davvero una persona ottima. In poche parole se vuoi una tesi veloce e senza troppo sbattimento guarda pure urbanistica.
Comment by Melika— 28 dicembre 2011 #
Alè! Grazie per il suggerimento, di Corlaita mi avevano detto infatti dei tempi record, mi devo informare! :O
Comment by kyokotonashi— 28 dicembre 2011 #
Caro Matteo ti confermo che anch’io ho fatto l’orale con quel metodo assurdo, ho visto con i miei occhi Viola mandare via, durante la prova, una ragazza che appunto aveva saltato una domanda…a nulla sono servite le sue giustificazioni “Ci torno dopo etc.” niente da fare, l’ha mandata via…mha!
Bhe che altro posso dirti se non ancora grazie per il tuo ulteriore incoraggiamento, certo non mi è facile pensare a Viola come a uno che non se la prende, ma in questo senso sono avvantaggiata perché l’esame con lui l’ho fatto e non ho niente da perdere…ci posso provare!
Grazie mille!
Comment by kyokotonashi— 28 dicembre 2011 #
Figurati! Se non ci si aiuta fra di noi di ingegneria edile/architettura…
Comment by Matteo— 28 dicembre 2011 #
Infatti è quello che dico sempre anche io!
Grazie mille sei stato davvero gentile
Comment by kyokotonashi— 28 dicembre 2011 #
architect, engineer, artist and blogger- nice! ( i hope my translation
Comment by orchid— 6 marzo 2012 #
Well … not actually a real artist … but thank you very much!
Comment by Matteo— 6 marzo 2012 #
Ciao Matteo dove posso trovare il tuo indirizzo mail?
Grazie
Ale
Comment by Ale— 15 marzo 2012 #
Ciao.
Non per essere pignoli, ma se mi dici perché vuoi contattarmi, ti scrivo direttamente alla mail che hai lasciato.
Comment by Matteo— 15 marzo 2012 #
Salve,
da tempo seguo il Vs blog . Vi scrivo per segnalarVi una mia iniziativa: il sito http://www.voltestella.it.
Il sito è specifico sulle coperture voltate e riguarda soprattutto le volte a stella e le volte a botte. Nel Salento oggi vengono particolarmente apprezzate e nuove maestranze si preparano per continuare la tradizione. E’ il primo sito che tratta in maniera completa ed esaustiva l’argomento. Noto che nel Vs blog recensite dei siti. Sottopongo alla Vs cortese attenzione il sito in oggetto nel caso in cui potesse essere di interesse.
Saluti
Comment by Volte a Stella— 29 aprile 2012 #
Grazie della segnalazione.
Comment by Matteo— 17 maggio 2012 #