About me

MMatteo Seraceni nasce in quel di Cesena il 16 marzo 1980.
Dopo un’infanzia felice e bucolica trascorsa in quel di Longiano, si iscrive al Liceo scientifico A. Righi di Cesena.
Quivi dimostra da subito le sue poliutrope capacità lasciando ad imperitura memoria traduzioni in latino di canzoni di Bob Dylan e dissertazioni in endecasillabi sulle proprietà della piadina romagnola.
In questo lasso di tempo, lascia gli studi di pianoforte per dedicarsi alla più redditizia (dal punto di vista donnifero) chitarra elettrica e, dotatosi di capelli lunghi e maglietta dei Guns’n’Roses, si propone senza successo come alternativa grunge ai più blasonati gruppi Hard Rock.
Riesce quindi a ravvedersi in tempo e, tagliatosi i capelli, si diploma con 100 e lode e bacio accademico da parte del cane mascotte della scuola.
Si iscrive quindi alla facoltà di ingegneria Edile di Bologna (diventata poi Edile/Architettura per i capricci di fantomatici ministeri dell’educazione) con un solo scopo: riuscire a laurearsi per surclassare Renzo Piano e, una volta umiliatolo, fargli le pernacchie senza essere visto.
Mentre frequenta la facoltà, scopre di avere una insana passione per la pizza al forno, ma soprattutto per la fattrice di tali prelibatezze e quindi decide di prenderla come fidanzata, accasandosi in quel di Longiano e, per non farsi mancare niente, prendendosi pure un gatto.
Ovviamente il gatto, chiamato Orazio Seraceni, diverrà l’elemento più importante della famiglia, tanto che i genitori dello stesso Matteo ad oggi passano più tempo col gatto (definito “nipotino”) che col proprio figlio.
Nonostante le incombenze derivanti dall’avere una famiglia a carico, Matteo riesce a laurearsi con 110 e lode grazie ad una tesi in scienza delle costruzioni intitolata “Storia e Teoria nelle Applicazioni ai Gusci Strutturali”, grazie alla quale balza agli onori della cronaca come tesi con più formule indecifrabili dell’anno; questa volta fortunatamente il bacio accademico viene evitato (senza nulla togliere al relatore, il mitico prof. Erasmo Viola).
Dopo neanche due giorni dalla sofferta tesi, comincia a lavorare per lo Studio Massari di San Mauro Pascoli, grazie ad un colloquio serrato col principale durato addirittura 1 minuto e 30 secondi.
In seno allo studio si occupa di progettazione strutturale, termotecnica, acustica, sicurezza sul lavoro e di come generare più schiuma dal capuccino della macchinetta del caffè.
Per un breve periodo lavora anche per lo studio Gasperoni di Savignano S/R in cui si occupa di progettazione architettonica e strutturale.
Dal marzo dell’anno 2008 collabora con HERA Luce come progettista esterno ed esperto di Photoshop.

MIl giorno sabato 30 maggio 2009 il nostro è convolato a nozze con l’ex signorina Righi Swaczy Melika Alexandra, ora giustamente sig.ra Righi Swaczy Melika Alexandra in Seraceni: sono ben accetti consigli su come installare correttamente l’eventuale targhetta col nome sotto il campanello.

67 comments

  1. Ho fatto un brevissimo giro sul blog e, a parte che ti sei portato dietro le formule della tesi di laurea, tante te ne avanzavano, questa presentazione è proprio spiritosa.
    Devo proprio leggerla la formula della teoria della relatività o posso risparmiarmela?
    Ciao ancora

    Pietro

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  2. Grazie per i complimenti e per la visita.
    Guarda, la relatività è strana, prima si odia e poi si ama (per parafrasare Mia Martini): a me piace molto la fisica e, pur non c’entrandoci nulla, dovevo assolutamente mettere una pagina di fisica in questo sito perchè fa cmq parte di me; mi rendo conto che la materia può essere ostica ed è per questo che le mie intenzioni erano quelle di fare una divulgazione “spicciola” e semplice delle idee di base (ma sono ancora molto indietro in questo…).
    Certo che puoi risparmiartela! In fondo la relatività dice proprio questo: il mondo non ha osservatori ed attori privilegiati.
    A presto.

    Matteo

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  3. Ciao Matteo, come ti ho già detto il tuo blog mi piace molto e vorrei chiederti il permesso di linkarlo nel mio in quello che per il momento sarà un semplice “blogroll”; tuttavia, siccome il mio intento iniziale era quello di creare soprattutto una rete (di qui, tra l’altro, l’analogia con il ragno) di bloggers – e non solo – che scrivessero di architettura con un intento critico preciso, chissà però che un giorno non possa diventare anche qualcosa di più interessante.

    Allora, posso?🙂

    R

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  4. Ciao Matteo!
    Ti ringrazio per aver inserito nel tuo blogroll il link a NovArchitectura.
    Trovo questo tuo spazio molto interessante, e ti faccio i complimenti perché riesci ad ottenere un equilibrio felice tra tecnica ed arte, tra componente spirituale e sana praticità.

    Devo infatti leggere a proposito, con attenzione, il tuo stimolante articolo sui LED.

    Grazie. A presto!

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  5. ciao Matteo, vorrei inviarti una brochure illustrativa di un nuovo lampione a led che ha realizzato una ditta per la quale, con la mia associazione, dobbiamo organizzare un convegno a Roma, sul tema dell’illuminazione pubblica a led e quindi la presentazione del prodotto.
    Vorrei chiederti di darmi una valutazione tecnica di questo prodotto e sapere se ci sono comuni in Italia e in Europa che hanno sostituito l’illuminazione pubblica tradizionale con lampade a led.
    Grazie
    Elisabetta

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    1. Ciao Elisabetta.
      Guarda, se me la invii, la leggo molto volentieri appena ho un attimo di tempo: sappi però che la mia valutazione tecnica è solo quella di un “normale” ingegnere illuminotecnico (nel senso che nessuno griderà “wow” se poi dici che l’hai fatta vedere a Matteo Seraceni).🙂
      In Italia le applicazioni note sono quelle di Torraca, poi ci sono le sperimentazioni a Lodi, Alessandria e Piacenza dei soliti noti, poi c’è un piano per Apecchio nelle Marche di un’altra ditta produttrice di LED.
      Fuori dall’Italia -udite udite- a quasi nessuno importa dell’illuminazione stradale a LED e quando questa tecnologia viene adottata non viene certo presa in considerazione per il risparmio energetico (visto che tanto non c’è…): molti tecnici stranieri rimangono sbigottiti dal fatto che in Italia si sia creato tutto questo fermento per l’illuminazione stradale a LED. L’unico paese in cui si sia fatto un uso intensivo dei LED è il Dubai, ma qui viene utilizzata solo luce warm white (e l’effetto è molto bello).
      Per il resto ci sono applicazioni sporadiche, soprattutto concentrate nel campo dell’illuminazione d’accento e dei parchi e piste ciclabili.
      La cosa che mi fa ridere è che spesso poi viene citata New York: ma voi ci siete mai stati?!? A parte le leggi differenti (che impongo livelli di luminosità MOLTO più bassi rispetto ai nostri) New York ha un impianto da ridere: è ovvio che sostituendo le “luci di natale” con qualsiasi impianto serio si migliori comunque la situazione.
      Ciao

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  6. Adesso che ho letto il tuo CV capisco altre cose,della preparazione elettronica e quindi risposte in quest’ambito, della età che non credevo, ti pensavo …piu’ grande,ma lo sei dentro che è meglio, purtroppo ne ho 17 piu’ di te,rinnovo i complimenti ogni tanto trovare qualcuno sulla terra fa piacere! Ciao

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  7. Ciao, sono uno studente di ingeneria meccanica e cercando su internet ho trovato i tuoi post. Devo svolgere la tesi di laurea sull’illuminazione led o meglio quello che mi è stato richiesto è di capire se effettivamente questa tecnoogia è cosi vantaggiosa come si dice in giro. Te lo chiedo supplicandoti🙂 potresti darmi una mano o cmq inviarmi del materiale a riguardo?
    Saresti impagabile
    Aspetto tue notizie

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    1. Beh…intanto puoi scaricare i pdf che ho appositamente creato. Negli articoli che ho scritto già c’è abbastanza materiale per incominciare.
      Poi puoi fare dei calcoli illuminotecnici paragonando le diverse tecnologie.
      Se hai tempo, tra poco pubblicherò uno studio sulla valutazione delle varie tecnologie che credo potrà essere utile.
      Una mano te la do volentieri, ma credo che per questo dovresti prima consultarti col professore, no?
      Ciao

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      1. Ciao, beh certo gia mi sono consultato con il prof. a riguardo, ma da questo punto di visto mi ha lasciato ampio spazio sulla ricerca iniziale. Lui più che altro mi chiede personalmente di riuscire a valutare la convenienza o meno dei led in ambito di illuminazione stradale e per grandi opere, o meglio capire se allo stato attuale il mercato dei led è pronto al decollo e quali problematiche presenta cosa che invece i produttori nascondono (parlo di problematiche tecniche non solo del costo iniziale che dal loro punto di vista sembra l’unico dei problemi).
        Il problema è che, come tu sai gia meglio di me, su internet si trova tanto materiale ma a volte inutile, mi spiego meglio.
        Ho gia contatto miriadi di produttori led, ma è ovvio che parlando con loro tutto è bello, tutto è perfetto, i led sembrano la soluzione a tutto. Quello che mi chiedo io è…se fossero cosi convenienti, ma perche ancora stentano a decollare? Qualcosa sotto deve pur esserci. Ecco questo è proprio il quesito a cui devo rispondere.
        Ho gia letto attentamente i tuoi post e mi saranno di molto aiuto anche se devo dirti mi piace piu la prima versione della 1a parte rispetto alla 2a..da un punto di vista tecnico mi sembra piu critica, ma ovviamente è solo una mia valutazione magari anche sbagliata. Spero di aver l’occasione di poter leggere presto anche il nuovo articolo che stai preparando lo attendero con ansia:)

        P.S. per rimanere in contatto non possiamo scambiarci l’indirizzo email?

        Ciao

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  8. ciao Matteo,
    stavo navigando sul web quando ad un certo punto mi sono ritrovato sul tuo blog. Blog che da quanto ho potuto vedere è molto interessante e completo.
    Volevo chiederti se ti interessa una news riguardante il mondo di architetti, progettisti e ingegneri..
    Hai la mia e-mail🙂 se ti interessa basta solo contattarmi.
    ciao e buon lavoro🙂

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      1. ciao Matteo🙂
        avrei una notizia da inviarti.. sempre se ti interessa..
        non è una mia prerogativa che sia pubblicata sul tuo blog.. solo credo possa interessarti.. ma ti ripeto se non ti interessa non è un problema.. se ti va mandami un indirizzo al quale posso mandarti l’articolo e poi valuti..
        ciao, ciao, buon lavoro🙂

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  9. si tratta di un portale che offre un servizio, come ti dicevo, per architetti, progettisti, ingegneri, ecc. Riguarda la faticosa e poco amata creazione di modellini e plastici.
    se ti interessa mandami la tua e-mail e ti mando tutto altrimenti è lo stesso non c’è problema..
    ciao, ciao..

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  10. Gentilissimi,
    da oltre 18 anni operiamo sul territorio nazionale, fornendo attività di supporto alle aziende nell’individuazione di prodotti e tecnologie innovativi, volti all’ottimizzazione e allo snellimento dei processi produttivi e di gestione aziendale.
    Da qualche anno abbiamo allargato il nostro core business al settore del risparmio energetico.
    Oltre ad essere distributori di pannelli fotovoltaici, siamo, infatti, impegnati nella produzione e commercializzazione di lampade ad induzione magnetica, con il marchio Click Illuminazione.
    Consapevoli che le richieste di risparmio energetico da parte di dirigenti pubblici ed imprenditori privati investono anche la fase di progettazione in cui operate, siamo a porre alla Vostra attenzione il suddetto prodotto, che da qualche anno ha rivoluzionato il settore dell’illuminazione di grandi superfici outdoor (illuminazione industriale, commerciale e stradale).
    Le principali caratteristiche delle lampade ad induzione sono:
    • Lunga vita: fino a 100.000 ore (circa 20 anni)
    • Riproduzione fedele dei colori
    • Garanzia 10 anni
    • Risparmio minimo sui consumi del 30% rispetto ad altre tecnologie
    • Capacità di accensione istantanea
    Nell’auspicio che tale prodotto possa incontrare il Vs interesse, restiamo a Vostra completa disposizione per informazioni e dettagli aggiuntivi e cogliamo l’occasione per porgerVi cordiali saluti.

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  11. Ciao Matteo,importo lampade a led per illuminazione d’arredo, e stradale,tu conosci un laboratorio per prove per avere ii marchio oltre CE e RoHs il marchio enec? grazie.
    P.S. Sei molto professionale, complimenti..

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    1. Grazie.
      In realtà tutti i laboratori accreditati dovrebbero poter fornire il marchio ENEC…comunque, alcuni laboratori sono Oxytech, IMQ, Intertek, solo per citare i più famosi (e non me ne vogliano tutti gli altri se me li sono scordati).
      A presto.
      Matteo

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  12. Caro Matteo,
    ti lascio di seguito un info molto interessante, di cui troverai notizie ancora più dettagliate al link del sito web LAVASCAPE. Se vuoi anche delle foto scrivimi che te le invio.
    Grazie mille e complimenti per il tuo blog.
    Viviana

    Accademia Abadir e Landform presentano
    Lavascape workshop
    natura e artificio nel paesaggio lavico

    Dal 25 aprile al 01 maggio 2011
    Presso la sede di Abadir Via G. Leopardi 8, S. A. Li Battiati- Catania

    Nella sede dell’Accademia Abadir (Catania) da Lunedì 25 Aprile a Domenica 1 Maggio si svolgerà lavascape, workshop di indagine territoriale che utilizza la fotografia e il disegno. L’Accademia Abadir si fa promotrice di un nuovo e interessante progetto di natura esplorativa: lavascape.

    lavascape è un workshop organizzato da Landform (www.landform.it) e Abadir (Catania) con il patrocinio del CISDA, facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Il workshop propone un viaggio esplorativo attraverso il territorio dell’Etna, nella sua dimensione naturale, urbana e della costa. Un viaggio che cerca di indagare criticamente il paesaggio lavico, partendo dal cono del vulcano per poi scendere verso la pianura e la costa catanese lungo i fianchi dell’Etna, attraverso la fotografia, il disegno e le ibridazioni tra i due linguaggi.

    Il workshop è rivolto ad architetti, fotografi, artisti e tutti coloro che sono interessati al paesaggio e la sua rappresentazione. lavascape porta avanti una ricerca sulla rappresentazione dei processi complessi capaci di modificare il paesaggio, percorso gi à iniziato ed esplorato durante le due edizioni del workshop di indagine territoriale nella Valle del Belice Topografia del Trauma

    Parteciperanno ai lavori:
    Cecilia Alemagna, architetto (Catania), Laura Cantarella, fotografo (Torino), Lucia Giuliano, architetto (Catania), Teresa La Rocca, architetto (Palermo), Marco Navarra architetto (Siracusa), Alfredo Ronchetta, architetto (Politecnico di Torno), Giuseppe Pagnano architetto – (Facoltà di Architettura di Siracusa), Isidoro Pennisi, architetto (Facoltà di Architettura di Reggio Calabria), Alessandro Villari (Facoltà di Architettura di Reggio Calabria)

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  13. Complimenti giusto approccio alla vita ed al lavoro. Lei appartiene ad una razza quasi estinta ma questo sarà foriero di successi sempre maggiori.

    Francesco Leoncini Ingegenre in Roma 66 anni 42 di professione.

    cordaialità

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  14. ciao Matteo, studio ing.edile/architettura a Bologna e sono finita qui con la chiave di ricerca “Erasmo Viola tesi di laurea”😀
    Volevo chiederti se possibile come ti sei trovato con Viola e in quanto tempo hai svolto la tua tesi? Io vorrei farla con lui ma ho paura che sia una tesi troppo complicata e che mi faccia sforare coi tempi. Considerando infatti che vorrei laurearmi ad ottobre, che mi manca ancora un esame (ARCA3, ma sono a buon punto), e che da maggio a luglio sono fuori dall’Italia, non so se ce la farò entro questi termini! Puoi darmi un “feedback” su Viola in proposito?🙂 Ti ringrazio moltissimo per qualunque tipo di suggerimento potrai darmi!

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    1. Ciao.
      Volevo partire con una risposta telegrafica, ma non ho resistito alla possibilità di fare un pippone verboso e prolisso…
      Dunque: purtroppo la tesi di laurea difficilmente verrà apprezzata (soprattutto in Italia) quando dovrai cercarti un lavoro (a meno che non si tratti di una tesi sperimentale fatta all’interno di un’azienda che probabilmente rimarrà interessata al tuo profilo). Inoltre quasi nessun ingegnere edile/architetto che conosco è poi finito a fare il “lavoro” su cui aveva basato la tesi (guarda me🙂 ). Per finire, il voto di laurea in Italia è praticamente snobbato (a meno che non si vogliano fare concorsi pubblici, ma si sa: in quelli vincono sempre i soliti…e non vado oltre).
      Per questo vorrei dare un consiglio a tutti coloro che si accingono a fare la tesi: scegliete qualcosa che vi piace innanzitutto (perché se vi piace vi riuscirà più facile finirla), con un professore che stimate (è una idea pessima quella di dare la tesi con un professore che non ritenete idoneo, visto e considerato che difficilmente acceterete di buon grado i suoi consigli) e che non vi porti via troppo tempo.
      Ho visto gente metterci circa due anni per dare una tesi in restauro…ora: niente da dire riguardo alla materia, ma ingegneria edile non è architettura e francamente visti i tempi che corrono perdere due anni di possibile ricerca di un lavoro mi sembra assurdo.
      Quindi la prima domanda che dovresti porti (al di là del tempo necessario) dovrebbe essere: “mi piace scienza delle costruzioni” oppure “sono portata per questa materia”? Lo so che sembra facile dirlo, ma non esistono materie “complicate” (e quindi tesi complicate); può sembrare assurdo, ma proprio per il suo carattere “scientifico” questa materia è assolutamente “banale”, cioè, capiti i teoremi principali su cui è basata, tutte le dimostrazioni sono una necessaria conseguenza dei calcoli.
      Se sei una persona che non ha avuto grossi problemi a seguire tutta la serie di corsi più “tecnici” (diciamo analisi, fisica, meccanica razionale, scienza, tecnica) allora non dovresti avere grossi problemi con una tesi di Scienza delle Costruzioni. In fondo si tratta di partire da alcune ipotesi di base e da lì e tutta una conseguenza lineare di dimostrazioni e modellazioni.
      Proprio per questo una tesi in Scienza può essere molto breve (dipende unicamente dalla facilità con cui si seguono i calcoli e le dimostrazioni) oppure tremendamente lunga (se non si ha la minima idea di cosa tratti la materia e allora occorre ripassarsi tutti i fondamentali).

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    2. Ok.
      Finito il pippone, ti parlo della mia esperienza.
      Io stimo moltissimo Viola e credo sia un ottimo professore; purtroppo ha alcune pecche: la prima è quella che mastica chewing-gum in continuazione, la seconda è quella che pretende continuamente una presenza mentale ed una buona preparazione da parte degli studenti (mentre purtroppo alcuni studenti avrebbero bisogno di una spiegazione “passo-passo”, di quelle “for dummies”, soprattutto a ricevimento).
      Come avrai visto dal mio blog, sono appassionato di architettura ed effettivamente il professore di ARCA3 mi aveva proposto di dare la tesi con lui. Però – oltre alle considerazioni fatte sopra – è facile accorgersi come questo genere di tesi potrebbe portare a un lavoro immane e magari non sempre dare i frutti sperati (nel mio caso, soprattutto, avevo avuto già brutte esperienze negli esami di composizione, visto che in genere, le valutazioni dei miei progetti erano molto divergenti: alcuni professori proponevano 30, altri invece un 18 scarso; e questo mi faceva abbastanza paura).
      Figurati, avevo addirittura pensato di dare la tesi con Storia dell’Architettura….poi è stata mia moglie (a quel tempo anche lei studente di ingegneria edile/architettura) a farmi aprire gli occhi (come sempre) dicendomi, più o meno: “ma scusa, hai preso 30 e lode all’esame di Scienza delle Costruzioni e non vuoi chiedere a Viola?!?”
      Ed in effetti, parlando col professore, ho capito che quella era la mia strada per la tesi: l’argomento era interessante (strutture a guscio) e poi c’erano degli assistenti bravissimi (fra tutti, il mitico Francesco Tornabene).
      Devo ammettere che non è stato comunque semplice, perché in pratica ho dovuto seguire (in esterno – perché dedicato agli studenti di ingegneria civile) per intero l’esame di Scienza delle Costruzioni 2 (ok, ora penserai che sono malato, ma in effetti è stato molto interessante e ho imparato cose che voi umani non potete sapere, come il bimomento!).
      Io fortunatamente avevo già dato tutti gli esami; ho iniziato la scrittura della tesi verso la fine dell’estate e per marzo ero laureato. Ho imparato molto di scienza e tecnica delle costruzioni, ho imparato ad utilizzare SAP e STRAUS7 e soprattutto ho potuto personalizzare la mia tesi e modellarla sulle mie priorità (e per questo tutto il primo capitolo parlava di storia dell’architettura e dell’evoluzione delle strutture resistenti “per forma”).
      Non posso fare altro che consigliartela.
      Però considera tutto quello che ti ho detto e soprattutto valuta bene le priorità (ARCA3 è pronto oppure è da finire e quindi andrebbe “tirato via”? Oppure: il periodo fuori dall’Italia è obbligatorio oppure flessibile? In quel periodo puoi lavorare alla tesi?).
      Infine ricordati che Scienza delle Costruzioni non può essere una materia “di ripiego” (proprio per la specificità della materia), perchè potrebbe ritorcerti contro.
      A questo punto, non posso far altro che augurarti in bocca al lupo!
      A presto
      Matteo

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      1. Matteo ti ringrazio infinitamente per le preziosissime informazioni che mi hai dato, ora ho sicuramente le idee più chiare. Come avrai capito non è mia intenzione impiegare nella tesi troppo tempo (so anch’io di gente che ha perso due anni dietro restauro, da pazzi!) e purtroppo devo ammettere che mi sto orientando più su quello che mi farebbe perdere meno tempo possibile che sui miei reali interessi. Il mio problema è che sono esausta di questo corso di laurea, e pur avendo un’onorevole media superiore al 27 non c’è niente che mi abbia dato una reale soddisfazione e interesse, in pratica non c’è niente che mi piaccia davvero e cerco di scegliere il “male minore”. L’entusiasmo dei primi anni è andato via via scemando scontrandosi con la realtà “tutto fumo e niente arrosto” delle materie che si sono rivelate essenzialmente non un vero approfondimento e crescita personale ma solo una lotta ad accontentare il professore di turno, specialmente per quanto riguarda gli esami di progettazione.
        Il motivo per cui ho pensato (anche) a Viola è che ho saputo di una ragazza che ha dato la tesi con lui in 6 mesi, e sorpresa di questa tempistica record ho pensato di informarmi meglio in proposito. Così nel frattempo ho mandato una mail al professor Viola ma anche ad altri professori, escludendo categoricamente le tesi di progettazione da cui so non uscirei prima di un anno (a conferma di questo ho le esperienze di molti miei compagni di corso, che oltre a metterci tanto tempo si sono esauriti). Così ho contattato i docenti di chimica del restauro, chimica dei materiali , cantiere, storia dell’architettura (ma la docente mi ha già anticipato che una tesi in storia comporta almeno un anno di lavoro, quindi l’ho già esclusa) e tecnica urbanistica (conoscerai Corlaita, anche con lui mi hanno parlato di tempi record). In pratica sto valutando il “miglior offerente”.
        Pensando alle tue considerazioni, devo dire che non ho avuto grosse difficoltà (anzi direi nessuna) con analisi, fisica, e meccanica razionale. Le difficoltà sono inziate proprio con Viola che mi ha bocciato per 7 volte allo scritto per gli idioti cavilli che aveva imposto (cioè fare perfettamente la prima domanda di esercizi e la prima di teoria). All’ottava volta ho preso 26 allo scritto (niente male per una che per 7 volte era stata bocciata, secondo lui cioè le 7 volte precedenti non avevo capito assolutamente niente della materia e all’ottava ho avuto il lampo di genio?figurati che ad uno dei vari tentativi falliti mi aveva detto che lo scritto sarebbe stato da 30, se non fosse stato per quel banalissimo errore di copiatura dei risultati della prima domanda, COPIATURA!) e 30 all’orale, e da vero furbo per non darmi 30 come voto finale ha fatto la media aritmetica dandomi un 28 come voto finale (mentre ad altri compagni di corso che erano con me quel giorno ha alzato di un tot di punti – anche 4,5 – una tantum senza fare la media). Insomma s’è capito che non lo stimo moltissimo, tutt’altro, perché mi ha fatto penare senza motivo. Poi non parliamo di tecnica che merita un capitolo a parte…Ma mi sono detta che pur di finire in fretta sarei stata ben disposta anche a fare un patto col diavolo. In effetti però forse hai ragione tu, se già parto con il piede sbagliato, ovvero con la consapevolezza di non avere stima di questo professore, sarà difficile portare a termine una tesi seguendo i suoi consigli e le sue raccomandazioni. Peccato perché credo che se avessi fatto questa materia con un altro docente mi sarebbe piaciuta moltissimo, visto che prima di lui mi sono molto interessata ad analisi, fisica, meccanica razionale e geometria.
        Bhe Matteo, forse è ora che chiudo questo papiro, non avevo intenzione di scrivere così tanto abbi pazienza!🙂 Ti ringrazio molto per avermi un po’ aperto gli occhi, perché ti confesso che sono completamente al buio in campo tesi! Grazie mille e… crepi il lupo!😉

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      2. In realtà ci siamo anche noi un po’ tutti chiesti il perché dell’assurdo metodo dello scritto di Viola (beh…per non parlare poi dell’orale che ho fatto io, in cui dovevo rispondere a 10 domande secondo l’ordine cui mi erano state poste: non era possibile ad esempio rispondere alla 1, poi alla 3, poi alla 2).
        E una risposta concreta non c’è, se non quella che l’esame di Scienza porta alla luce due grandi verità: la prima è che la vita è ingiusta, la seconda è quella che molte cose che ti accadono non hanno senso.
        Capisco anche la tua frustrazione: anch’io vedevo gli amici di civile o meccanica o gestionale finire l’Università tranquillamente in 5/6 anni, mentre io ho praticamente perso un anno solo per la scellerata idea di passare dal “vecchio ordinamento” al “nuovo ordinamento” (e spero tanto che i ministri e professoroni che hanno fatto questa pensata siano stati colpiti da molti mali incurabili visti gli strali che gli ho lanciato in quegli anni) e altrettanto tempo nei fantastici “laboratori” con firma obbligatoria.
        Quindi ora fai un bel respiro.
        Libera la mente.
        Fai uscire la rabbia repressa.
        Non pensare a niente.
        Espira.
        Ripeti il tutto quattro o cinque volte.
        E a questo punto prova a riflettere se Scienza delle Costruzioni, al di là dell’esame andato male, poteva essere una materia interessante per te.
        Se la risposta è si, ti consiglio di tornare da Viola e parlargli apertamente di tutta la tua frustrazione e del fatto che la tesi ti potrebbe piacere, ma che non sai se effetivamente credere in lui come professore. Vanno bene le stesse cose che hai detto qui.
        Non avere paura: bisogna sempre avere rispetto delle persone, ma mai riverenza. Il prof. Viola, almeno da quello che ho potuto vedere di persona, non è il tipo da prendersela, anzi, credo potrebbe fare bene ad entrambi.
        Poi, se non va, non va.
        Non ti preoccupare per il papiro: ogni tanto fa bene sfogarsi😉

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        1. Ciao, mi permetto di intromettermi avendo dato la tesi in tempi assolutamente record. Ho impiegato un mese e mezzo (anche se l’avevo chiesta diverso tempo prima) con Monti. Le tesi di urbanistica non sono eccessivamente lunghe, e sia Monti che Corlaita sono disponibili e cortesi verso gli studenti, per non parlare di Virgilio che è davvero una persona ottima. In poche parole se vuoi una tesi veloce e senza troppo sbattimento guarda pure urbanistica.

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  15. Caro Matteo ti confermo che anch’io ho fatto l’orale con quel metodo assurdo, ho visto con i miei occhi Viola mandare via, durante la prova, una ragazza che appunto aveva saltato una domanda…a nulla sono servite le sue giustificazioni “Ci torno dopo etc.” niente da fare, l’ha mandata via…mha!
    Bhe che altro posso dirti se non ancora grazie per il tuo ulteriore incoraggiamento, certo non mi è facile pensare a Viola come a uno che non se la prende, ma in questo senso sono avvantaggiata perché l’esame con lui l’ho fatto e non ho niente da perdere…ci posso provare!
    Grazie mille!😀

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  16. Salve,
    da tempo seguo il Vs blog . Vi scrivo per segnalarVi una mia iniziativa: il sito http://www.voltestella.it.
    Il sito è specifico sulle coperture voltate e riguarda soprattutto le volte a stella e le volte a botte. Nel Salento oggi vengono particolarmente apprezzate e nuove maestranze si preparano per continuare la tradizione. E’ il primo sito che tratta in maniera completa ed esaustiva l’argomento. Noto che nel Vs blog recensite dei siti. Sottopongo alla Vs cortese attenzione il sito in oggetto nel caso in cui potesse essere di interesse.
    Saluti

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  17. Salve,
    ho cercato una sua mail per contattarla direttamente ma non l’ho trovata. Io mi occupo di progettazione LED, ho visto il pdf sul suo prossimo intervento ad Illuminotronica 2013 sull’inquinamento luminoso, volevo chiederle un commento su LED e ciclo circadiano. Grazie

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  18. Ciao Matteo pochi commenti sopra ci eravamo lasciati parlando di Viola🙂
    Quanto tempo è passato… Stavo dando una pulitina ai siti in cui sono iscritta e mi è saltato all’occhio il tuo.
    Giacchè ti ho (ri)trovato ne approfitto in primis per salutarti visto che mi hai dato la carica in un periodo in cui ne avevo tremendamente bisogno. Purtroppo circostanze poco felici mi hanno rallentato di parecchio e sono riuscita a laurearmi solo a marzo 2013.
    Nel frattempo però ho approfittato di alcune occasioni per fare esperienza in studi di architettura/ingegneria all’estero (Spagna, Brasile), ma per problemi burocratici non sono riuscita a rimanere fuori!
    Ora tornata in Italia non trovo uno straccio di niente, almeno nella mia città😦
    Sapresti darmi qualche suggerimento utile su come trovare lavoro o stage?
    Ti saluto e ti ringrazio per qualunque tipo di suggerimento🙂

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    1. Ciao.

      Innanzitutto complimenti per la laurea allora!

      Purtroppo la situazione in Italia non è fra le più rosee.
      Ho decine di amici architetti/ingegneri che, anche con un buon curriculum, si trovano con lavoro precario e mal pagato.
      Il consiglio che do a tutti è questo: l’edilizia è finita in Italia (o almeno per i prossimi 5/10 anni se tutto va bene e se non vogliamo contare gli edifici costruiti per riciclare denaro sporco). Quindi, a meno di non smaniare per compilare pratiche edilizie per spostare boiler oppure per fare certificazioni energetiche per pochi euro, consiglio di cercare altre strade e magari “inventarsi” qualche cosa di alternativo.
      Ci sono tante nicchie di mercato che ancora non sono sature e offrono scappatoie. Ovviamente c’è sempre un periodo di “gavetta” e sofferenza, ma alla fine i frutti si vedono.
      Ci sono strumenti a basso costo che consentono di farsi conoscere e aggiornarsi sui vari campi (social, blog, ecc.) e che probabilmente offrono la possibilità di proporsi in maniera diretta ai “clienti” senza dover per forza passare da uno studio che ti sfrutta per pochi euro.

      Riguardo agli stage: lascia stare.
      C’è solo un tipo di stage che offre possibilità reali: sono quelli che costano una barca di soldi. Non perché sono ladri gli organizzatori. Semplicemente va visto come un “investimento” abbastanza oneroso per il futuro, perché ti permettono di entrare in contatto con realtà lavorative che – finanziando esse stesse questi stage – cercano persone che saranno formate nei campi desiderati.
      La maggior parte dei restanti sono trappole mangia-soldi (non tutti ovviamente, ma occorre scegliere molto bene).

      Un ultimo consiglio: se non sei troppo legata alla famiglia, se non hai un compagno che non può spostarsi, viaggia, cambia città, cambia paese. Viviamo in un periodo di merda e quindi occorre provarle veramente tutte.

      Ringraziamo l’oculata politica degli ultimi 50 anni e i genitori/nonni per il bel mondo lasciato ai propri figli/nipoti.

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  19. Ciao Matteo, mi chiamo Marco Boschini lavoro in uno studio di ingegneria a Reggio Emilia e finalmente mi sto laureando in ingegneria. Il titolo della mia tesi è ILLUMINAZIONE PUBBLICA: ANALISI ENERGETICA SULLA BASE DELLE NUOVE TECNOLOGIE, argomento di cui sono appassionato. Nella ricerca di materiale ho trovato il tuo articolo sul giornale degli ingegneri. Non sono pratico di passaggi formali ma ti chiedevo il permesso di inserire un estratto del tuo articolo all’interno della mia tesi ti lascio un mio riferimento così possiamo eventualmente sentirci m.boschini@rensolution.com colgo l’occasione di farti i complimenti per il curriculum e la professionalità dell’approccio. Entusiasmante!

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  20. quesito tra amici che Le giro per sapere il suo parere…possono andare insieme cavi a bassa tensione per videosorveglianza nei condotti dell’illuminazione comunale…c’è pericolo di interferenze o malfunzionamento secondo Lei?grazie della risposta.

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    1. Purtroppo non è chiara la domanda: possono andare “insieme” cavi di bassa tensione per alimentazione della pubblica con cavi di bassa tensione per alimentazione di videosorveglianza?
      Se c’è spazio nel cavidotto, sì: quali dovrebbero essere le interferenze? E’ chiaro che i cavi devono essere di tipo interrabile (tipo FG7OR).
      E’ altrettanto palese che avere due o più linee lungo lo stesso cavidotto comporta che, in caso di eventi accidentali su una linea, anche le altre potrebbero essere coinvolte. Inoltre operazioni di “tiraggio” di una linea potrebbero rovinare anche le altre.

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  21. grazie mille della preziosa risposta. chiederò di che tipo di cavi si parla..negli appalti pubblici c’è sempre una alea di mistero.saluti e complimenti per il sito sempre aggiornato.GRAZIE!!!

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  22. Gentile Sig. Matteo
    Ho letto diversi suoi articoli riguardo l’illuminazione in genere e pubblica in particolare, tutti alquanto interessanti !
    Mi piacerebbe scambiare due chiacchiere, posso contattarla di persona ?
    Cordialita’

    Achille B.

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