M’illumino di meno (ma mi illumino meglio?)

il 13 febbraio 2009, per il quinto anno consecutivo, la trasmissione di Rai Radio 2 Caterpillar ha lanciato l’iniziativa “M’illumino di meno”, la grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico.
Il black out volontario, alla vigilia del compleanno del protocollo di Kyoto che si festeggia lunedi’, vuole dare un segnale concreto per fermare la febbre del Pianeta causata dai mutamenti climatici.
Contando solo l’Italia, è stato registrato un taglio di 500 MW; a girare l’interruttore per alcuni minuti sono stati diversi monumenti e piazze italiane: Colosseo, Pantheon, Fontana di Trevi, le facciate del Quirinale, del Senato e della Camera, del ministero dell’Ambiente, dello Sviluppo economico, della Giustizia e della Farnesina, oltre a basilica di Superga e Mole Antonelliana a Torino, piazza San Marco a Venezia, Palazzo Vecchio a Firenze, il Maschio Angioino a Napoli, piazza Maggiore a Bologna, il Duomo e piazza della Scala a Milano, il castello del Buonconsiglio a Trento.
Potrebbe essere legittimo chiedersi a che pro spegnere tutto per un ora, per poi tornare alla normalità, soprattutto per il fatto che ad essere spenti sono stati unicamente grandi monumenti. Calcolare una stima di risparmio in una situazione simile non ha infatti un immediato senso pratico (a meno che non si volesse calcolare l’eventuale risparmio ottenuto illuminando questi monumenti con lampade a minore consumo, come lampade a LED; ma allora lo stesso capitale lo si potrebbe investire in opere con un margine maggiore di risparmio energetico, come interventi di sostituzione delle lampade al mercurio o dei semafori ad incandescenza).
A mio parere l’imortanza di queste iniziative è di portare all’attenzione delle masse un problema grave che affligge il nostro paese: lo spreco delle risorse energetiche.
Sarebbe auspicabile nelle prossime edizioni anche la pubblicazione di un documento (magari a firma di ricercatori indipendenti e non di aziende del settore) sugli sprechi che potrebbero essere evitati e delle soluzioni più efficaci al fine di ridurre il consumo energetico.
Il problema, come al solito, non è solo quello di illuminare di meno, ma di illuminare meglio: è possibile spendere meno ed avere una luce migliore nelle nostre città con pochi accorgimenti.
Tanto più che ogni giorno, sui giornali e su internet, battendo sul tasto del risparmio energetico, società blasonate propongono risparmi incredibili senza specificare come verranno poi illuminate le città: se risparmiare significa illuminare male le strade e le piazze, allora tanto vale spegnere tutte le luci.
Ben vengano queste iniziative dunque, ma spegnere non è comunque la soluzione giusta al problema energetico.

S.V.B.E.E.Q.V.

Matteo Seraceni

Riferimenti:
http://milluminodimeno.blog.rai.it/

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