Come costruire il nuovo grattacielo alto un miglio

n3ell’articolo precedente ho parlato della costruzione del Burj Dubai negli Emirati Arabi, ormai giunto a ultimazione. Il progetto è il classico esempio di come i soldi possano venire spesi unicamente per aumetare il proprio prestigio, fregandosene degli aspetti architettonici e bioclimatici.
Inoltre il progetto a livello ingegneristico non pone innovazioni radicali nel modo di concepire la struttura (abbiamo parlato degli ascensori più veloci ed eventualmente le tecniche per poter gettare il cls ad altezze così elevate e con temperature così estreme).
A mio modesto parere occorre rivedere in toto la nostra concezione di “grattacielo” : oggi come oggi li possiamo identificare come un’estensione verticale del classico edificio a torre, con collegamenti verticali interni. Questo si traduce in un aumento esponenziale della densità abitativa relativa ad una determinata porzione di terreno, con le classiche conseguenze di aumento di inquinamento, richiesta servizi, traffico, ecc..; l’altra faccia della medaglia è la possibilità di offrire appartamenti a costi più contenuti, ottimizzazione delle risorse, concentrazione dei flussi, ecc..
Bene.
Oggi questo non basta più: la spesa energetica di un grattacielo tradizionale è impressionante, poichè necessita di un impianto di condizionamento funzionante 24h su 24h, illuminazione artificiale anche durante le ore diurne, impianto di distribuzione di acqua con pompe di sollevamento e vasche di raccolta, ecc…
Per maggiori informazioni a riguardo vi consiglio l’interessante articolo di Werner Neumann.
Inoltre, per costruire un grattacielo occore aumentare artificiosamente l’indice di edificabilità di un sito (vedi il resoconto di Report andato in onda l’anno scorso) e questo comporta una disfunzione nella localizzazione e nel dimensionamento dei servizi legati all’edificazione.

Il modo di intendere e progettare il grattacielo (intendiamoci: non sto dicendo di non costruirne più; anzi, probabilmente il nostro futuro è nei grattacieli: si tratta unicamente di costruirli meglio) va quindi radicalmente modificato.
Vediamo come.

1) Materiali innovativi

Quando F. L. Wright propose il suo grattacielo di un miglio, non c’erano materiali adeguati alla sua visione: il progetto era pura fantascienza. Oggi come oggi invece il cls ha raggiunto resistenze notevoli, come i 130 MPa della Jin Mao Tower di Shangai di 430m di altezza.
Ma questo è ancora niente: il professor J. Fernandez del MIT afferma che grazie ai nanotubi il cls additivato con tali composti potrà raggiungere facilmente resistenze di 200 MPa. Allo stesso modo il lavoro di ricerca sull’ “high-performance concrete” (o HPC) consentirà un notevole aumento della resistenza al fuoco e alle vibrazioni.

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Esempi di nanotubi in carbonio

Questi materiali non sono importanti solamente dal punto di vista strutturale, per raggiungere elevazioni sempre maggiori; in vista di nuovi attacchi terroristici, con questo tipo di tecnologia si potrà essere sicuri al 100% che l’eventuale crollo possa venire imputato unicamente ad una demolizione programmata con cariche piazzate all’interno dell’edificio e non ad un Boeing che lo colpisce a diverse altezze.
Per far fronte ad esigenze di rapida evacuazione dell’edificio, c’è chi ha pensato a sistemi di discesa posti al di fuori dell’edificio stesso (una specie di zattere aeree per arrivare al suolo con relativa sicurezza e non più buttarsi giù dalle finestre).

2) Impatto energetico nullo

La sfrontatezza di certi progetti, come il tanto discusso Citylife di Milano, appare ancora più grave alla luce delle problematiche energetiche e climatiche che affliggono il nostro presente.
Non è più possibile progettare nemmeno una casa senza pensare di integrarne gli impianti con fonti di energia rinnovabile, figuriamoci un grattacielo!
Il primo passo è sicuramente quello di utilizzare il buon senso e materiali con minime dispersioni: vetri basso-emissivi, isolamento termico, impianto di condizionamento ad alta efficienza, riutilizzo dell’acqua piovana o bianca, ecc..
Inoltre sono disponibili software che regolano il flusso luminoso in base alle reali esigenze degli abitanti. L’ “Hearst Building” di New York, progettato da Foster&Partners utilizza già questi sistemi.
E’ possibile inoltre sfruttare le correnti d’aria che si formano lungo il perimetro dell’edificio per generare l’energia elettrica, come fa la Clean Technology Tower di Chicago.
Nulla poi toglie di utilizzare impianti di cogenerazione dell’energia od il fotovoltaico.
Non è più accettabile la costruzione di edifici “inermi”, consumatori passivi di energia.

3) Ripristino del verde commisurato all’incidenza abitativa reale

Un altro dilemma, strettamente legato all’innalzamento forzato degli indici di edificabilità è il seguente: come è possibile recuperare la quota verde/abitante nella costruzione di un grattacielo?
Molti hanno pensato al “Verde verticale”: a mio parere, a meno di non utilizzare rampicanti capaci di estendersi per 300m ed oltre, questa strada appare disagevole; tanto più che un grattacielo necessita di pareti finestrate importanti per garantire luce sufficiente e queste non possono venire limitate da dei rampicanti o un non ben precisato manto d’erba verticale…
Un progetto interessante allora è l’Escraper di Sohta Mori e Yuichiro Minato, che propone diversi livelli di verde lungo l’altezza dell’intero grattacielo (ovviamente sarò bandito giocare a pallone in questi parchi…).
Alcuni propongono anche lo sviluppo di terreni coltivabili all’interno di grattacieli; anche questa proposta mi sembra troppo azzardata: i campi sarebbero molto piccoli, non sempre ben soleggiati e non potrebbero essere utilizzati macchinari troppo pesanti per l’agricoltura.
Fatto sta che occorre pensare ad una sempre maggiore integrazione del verde nelle nostre costruzioni: questo è un punto che non può più venire ignorato.

4) Utilizzo di sistemi di collegamento verticale più efficienti

Per realizzare il grattacielo alto un miglio occorrono ovviamente sistemi di collegamento verticale che riescano a gestire gli enormi flussi interni: oltre ad una maggiore velocità per gli ascensori, occorrerà dotarli di controllo software con algoritmi capaci di ottimizzare il “traffico” in base alle richieste pervenute dai vari piani. Il Marriot di New York City ha ridotto in questo modo i tempi di attesa del 30%.
Inoltre la Otis Elevator Co. ha pensato ad un sistema di ascensori chiamato Odyssey che possano muoversi anche in orizzontale lungo determinati piani, in modo da smaltire più facilmente le file che si creano durante le attese fra l’arrivo dei vari ascensori.

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Un esempio dell'applicazione delle nuove tecnologie ai grattacieli

In conclusione: è ora di dire basta ai progetti triti e ritriti che ogni giorno vengono presi in considerazione da amministrazioni incompetenti ed ignoranti (dal punto di vista ingegneristico). Le possibilità ci sono: occorre solo prenderle al volo.

S.V.B.E.E.Q.V.

Matteo Seraceni

8 comments

  1. oltre a quello anche il MAC sarà un altra vergogna da sfoggiare nel citylife(intendo quell’orribile museo generato dai disegni di leonardo)…… questo si merita chi ha eletto la Moratti ben gli sta!

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  2. Ciao Matteo,

    ho scoperto il tuo blog quasi per caso, nella biblioteca della facoltà di ingegneria, attirata dall’accostamento delle parole “architettura” e “contemporanea”..
    Ho trovato davvero molti spunti interessanti e soprattutto ben trattati, che conto di leggere con più calma e certamente seguire in futuro.
    Buon lavoro e complimenti.

    Angela

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  3. Grazie mille.
    Anch’io ho visto il vostro sito, ma non riesco a vedere le foto dei progetti.
    In effetti penso che anch’io dovrei mettere una sezione “portfolio”.
    A buon rendere.
    Ciao

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  4. Quando i nostri governanti o gli pseudo-urbanisti-architetti cominceranno a capire che quello che progettano comincia e finisce con la loro persona e che i tempi delle cattedrali sono finiti: occorre altro che non è solo un “disegno” con cui stupire!
    Firmato: arch. Laura Visintin, classe 1939
    Nota: la prova che tutto quanto stiamo mettendo in piedi compresi tutti i sistemi di comunicazione sono cose fasulle e crolleranno senza lasciare nulla la constato ogni giorno quando, dio solo sa perché non mi viene mai riconosciuta la mia passw. che è assolutamente giusta!!!! Ciaoooo

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